Il 24 gennaio Melfi ha accolto con grande partecipazione la presentazione del libro “La Basilicata federiciana nella toponimia medievale” di Antonio Vito Boccia, organizzata dal Lions Club Melfi presso la Sala della Società Operaia “F.S. Nitti”. L’evento ha trascorso oltre la semplice cerimonia, trasformandosi in una serata di cultura vivace e riflessioni collettive.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Maglione, del Presidente della Società Operaia Sandro Signorelli e della Presidente del Lions Club Melfi Ivana Pipponzi, il momento clou è arrivato con il dialogo tra Boccia e l’On. Nicola Pagliuca, socio Lions. Qui si è verificato il vero “colpo di scena”: Boccia ha rivelato che il nome “Basilicata” e l’assetto istituzionale della regione come “Giustizierato di Basilicata” sono nati a Melfi nel 1231, anno simbolico coincidente con l’emanazione delle Costituzioni federiciane.
L’Epistola 14 di Pier delle Vigne conferma il ruolo di Melfi nell’organizzazione del Giustizierato, una grande circoscrizione amministrativa e giudiziaria, che ha rappresentato una sorta di “regione” del tempo. Sotto Federico II, questo sistema si integrò in un progetto più ampio volto a rafforzare l’amministrazione centrale e a garantire un governo uniforme attraverso strutture territoriali stabili.
La notizia, dal forte impatto storico e identitario, ha generato un dibattito vivace. Melfi non è stata solo un luogo importante del Medioevo meridionale, ma un centro generatore di istituzioni e norme, con una centralità che oggi richiede riconoscimento e valorizzazione. Le riflessioni emerse in sala hanno evidenziato la necessità di recuperare questa vocazione per esercitare un ruolo di guida nel Vulture-Alto Bradano, un territorio in cerca di socialità, indirizzi e capacità di rappresentanza.
La serata si è conclusa con l’intervento di Massimo Maria Molinari, presidente della Lions VIII Circoscrizione, suggellando un appuntamento che ha superato la mera presentazione di un libro. Ha riaperto una domanda pubblica sul futuro del territorio, ricordando che identità e sviluppo non sono concetti astratti, ma processi che iniziano dal riconoscere il passato per affrontare con coraggio ciò che si desidera diventare.